BSUID e username WhatsApp: cosa cambia per chi integra le API di WhatsApp Business

Meta sta introducendo i nomi utente e un nuovo identificativo chiamato BSUID. Per chi gestisce integrazioni via API Cloud, ecco cosa cambia, cosa rischia di rompersi e cosa fare adesso.

Pubblicato il 12/04/2026 · 5 min


Nel corso del 2026, Meta sta introducendo una novità rilevante per la piattaforma WhatsApp Business: i nomi utente e un nuovo identificativo chiamato BSUID (Business-Scoped User ID). Per chi sviluppa o gestisce integrazioni tramite le API Cloud di WhatsApp — campagne di marketing automation, notifiche transazionali, bot di assistenza — è importante capire cosa cambia prima che sia un flusso rotto a segnalarlo.


Cosa sono i nomi utente WhatsApp

I nomi utente sono una funzionalità opzionale che gli utenti di WhatsApp potranno attivare per rendere visibile un nome al posto del numero di telefono all'interno dell'app. Chi la attiva può essere trovato tramite il proprio username, senza dover condividere il numero.

Per le aziende che usano le API, questo ha una conseguenza tecnica diretta: il numero di telefono dell'utente potrebbe non essere più presente nei webhook dei messaggi in arrivo. Se un utente ha attivato il nome utente e non ha avuto interazioni con il tuo numero aziendale negli ultimi 30 giorni, il campo from nel payload webhook potrebbe risultare assente.

Qualsiasi logica che dipende da message.from per identificare il contatto, aggiornare il CRM o rispondere automaticamente è a rischio.


Cos'è il BSUID

Per compensare l'assenza del numero di telefono, Meta ha introdotto il BSUID: un identificativo univoco e opaco, legato alla specifica coppia utente–account business. Non è un ID globale — cambia da un'azienda all'altra per lo stesso utente, garantendo la privacy. Il formato è del tipo IT.1234567890123456789.

Dal 31 marzo 2026 il BSUID è già presente in tutti i webhook dei messaggi, nel campo contacts[0].user_id. Da maggio 2026 sarà possibile usarlo come destinatario nelle richieste di invio messaggio, tramite il nuovo campo recipient, in alternativa o in sostituzione al tradizionale campo to.

// Webhook in arrivo — dal 31 marzo 2026
{
  "contacts": [{ "user_id": "IT.13491208655302741918" }],
  "messages": [{ "from": "393331234567" }]
}

// Invio messaggio outbound con BSUID — da maggio 2026
{
  "messaging_product": "whatsapp",
  "recipient": "IT.13491208655302741918",
  "type": "template",
  "template": { "name": "nome_template", "language": { "code": "it" } }
}

Cosa bisogna aggiornare nelle integrazioni

Chi ha un'integrazione attiva con le API Cloud di WhatsApp deve verificare questi quattro punti.

1. Lettura del webhook — Il campo user_id è già disponibile. Vale la pena iniziare a leggerlo e salvarlo subito, anche se non viene ancora usato attivamente. Sarà il principale strumento di fallback da maggio.

2. Logica dipendente da message.from — Aggiungere un controllo: se from è assente, usare user_id come identificativo alternativo per il lookup del contatto nel CRM.

3. Invio messaggi outbound — Aggiornare le funzioni di invio per supportare il campo recipient (BSUID) in aggiunta a to (numero di telefono). La best practice suggerita da Meta è: se conosci il BSUID, usalo; se non ce l'hai, usa il numero di telefono come fallback.

4. Recupero del BSUID per i contatti già in database — Non esiste un endpoint Meta per recuperare il BSUID in batch da una lista di numeri. L'unico modo per ottenerlo su contatti esistenti è intercettare il campo user_id nella risposta API di ogni messaggio outbound già inviato, dove Meta lo restituisce automaticamente nel campo contacts[0].user_id. Ogni campagna regolare diventa quindi anche un'opportunità per arricchire il database.


Il BSUID non si "cerca" — si raccoglie

Questo è il punto più importante da comprendere. Il BSUID non è un dato che puoi andare a recuperare retroattivamente con una chiamata API. È un dato che si accumula progressivamente, interazione dopo interazione.

La strategia corretta è costruire adesso una pipeline che, ad ogni messaggio inviato e ricevuto, salvi il BSUID associato al contatto. Chi lo fa oggi arriverà a maggio con una quota significativa del database già coperta — soprattutto per i contatti più attivi, che sono anche quelli a cui si inviano più comunicazioni.

Chi aspetta, troverà a maggio una lista di numeri di telefono senza BSUID corrispondente e, se quegli utenti avranno attivato il nome utente, non potrà più raggiungerli.


Cosa non cambia (per ora)

La rubrica Meta (Contact Book), attiva da aprile 2026, memorizza automaticamente la coppia numero↔BSUID dopo ogni interazione. Per gli utenti che non hanno attivato il nome utente, il numero di telefono continua a essere presente nei webhook e nelle risposte API esattamente come prima. Il problema si pone solo per chi ha attivato attivamente la funzionalità username — che per ora rimane una minoranza — ma la tendenza è destinata a crescere.

L'aggiornamento non richiede un refactoring urgente. Richiede attenzione preventiva e una piccola ma precisa modifica ai flussi esistenti: leggere un campo in più, salvarlo, e predisporsi a usarlo.


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